Chiesa e Convento di Pescarenico – Informazioni sulle visite

E’ possibile visitare la chiesa e il convento grazie al progetto dei “Volontari di Pescarenico”.

La chiesa è aperta tutti giorni dalle 7.30 alle 18.30. Non sono consentite visite durante le celebrazioni eucaristiche (orari delle S. Messe: da lunedì al venerdì ore 18.00; sabato ore 17.00; domenica ore 8.00 e 11.15).

Dal 13 marzo 2022 fino al 30 giugno 2022, il convento viene aperto ai gruppi ogni martedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12 e il sabato dalle 9 alle 16.30 previa prenotazione con un anticipo di almeno una settimana alla mail parrocchia_san_materno@outlook.it.

Ogni seconda e quarta domenica dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno dalle 14.30 alle 17 il convento è aperto al pubblico e sono possibili visite guidate con i Volontari della parrocchia.

La visita alla chiesa e al convento con l’accompagnamento di una guida-Volontario della parrocchia dura circa quarantacinque minuti.

L’attività dei Volontari di Pescarenico non ha scopo di lucro e la visita della chiesa e del convento è ad OFFERTA LIBERA con un minimo di 1 euro a persona. Il ricavato viene utilizzato esclusivamente per le opere di mantenimento della chiesa e del convento e per la realizzazione di progetti di solidarietà specifici di cui la guida informerà di volta in volta al termine del percorso.

Gli animali domestici non possono accedere agli spazi interni.

Durante la visita, per la sicurezza di tutti è bene:

Indossare sempre la mascherina (coprendo naso e bocca)
Mantenere la distanza di almeno 1 metro dagli altri visitatori
Igienizzare le mani utilizzando i dispenser con soluzione alcolica dislocati all’interno degli spazi.

Perchè visitare la Chiesa e il Convento di Pescarenico?

La chiesa e il convento di Pescarenico sono famosi nel mondo grazie ad Alessandro Manzoni: sono i luoghi citati ne “I promessi sposi”, dove viveva e operava Fra Cristoforo, cappuccino.

La chiesa e il convento sono stati eretti nel 1576 a ridosso della piccola chiesa preesistente dedicata a San Gregorio sulla strada che da Lecco portava a Bergamo. Da quella data è cominciata la presenza umile ma estremamente preziosa per la vita del villaggio dei pescatori e di tutto il borgo di Lecco dei frati del Convento. Nel 1810 Napoleone Bonaparte decise che i frati non avevano nessuna rilevanza sociale; li fece allontanare e il convento venne chiuso, diviso e parzialmente venduto a privati che ne fecero le loro abitazione. In seguito, la chiesa di Pescarenico divenne parrocchia nel 1897 e dedicata a San Materno. Solo a partire dagli anni 70 del secolo scorso i vari parroci hanno intrapreso l’opera di riappropriazione del convento, del suo riassetto e restauro come pure del risanamento della chiesa. In particolare, nel 2015 e nel 2019 sono stati effettuati due importanti interventi finanziati dalla Regione Lombardia, dalla Fondazione Cariplo, supportati dal Comune di Lecco e dalla parrocchia stessa. Tali lavori hanno consentito il rispristino del chiostro, del corridoio delle celle, della sala ex refettorio dei frati, del loggiato delle noci, delle stanze utilizzate dall’Abate Stoppani, e il rifacimento dell’illuminazione della chiesa per la valorizzazione delle opere in essa custodite.

Lo studio della “Cronichetta”, documento redatto dai padri custodi del Convento stesso a partire da Fra Bernardo d’Acquate, ha consentito di conoscere la vita quotidiana del Convento, di comprendere come i cappuccini si siano fatti accettare ed amare dai pescarenechesi e da tutti i lecchesi, di come loro testimoniassero la Provvidenza divina. Fra Macario nel cap. 3, 435 de “I promessi sposi” lo sintetizza così [..] noi siam come il mare, che riceve acqua da tutte le parti, e la torna a distribuire a tutti i fiumi

Questa ricchezza di vita viene raccontata durante le visite scoprendo ambienti e realtà del convento.

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